Le reti associative rappresentano molto più di quanto comunemente si creda. Esse generano un vero e proprio patrimonio culturale, e non solo: la loro influenza si impone anche a livello politico. Il tessuto generato dalle attività associative, infatti, non si limita alla messa in campo di momenti rilevanti dal punto di vista culturale, ma va molto oltre ciò, producendo un capitale di norme condivise e l’implementazione di elementi quali la fiducia, la solidarietà e la reciprocità, che favoriscono la cooperazione sociale e, di conseguenza, anche quella politica. Si tratta di quello che Putnam, in La tradizione civica nelle regioni italiane, indica con “capitale sociale”, espressione coniata nel 1993, con la quale “intendiamo qui la fiducia, le norme che regolano la convivenza, le reti di associazionismo civico, elementi che migliorano l’efficienza dell’organizzazione sociale promuovendo iniziative prese di comune accordo”.

Ciò significa che l’associazionismo può dar vita alla costituzione di un nuovo modello politico, il quale tende ad una maggiore orizzontalità, prevedendo un maggior numero di attori politici e sociali. I cittadini, si rivelerebbero qui partecipanti attivi al governo, ad una modalità di governo che è stata perciò detta ‘governance’, per distinguerla da quella tradizionale dov’essi partecipano, invece, alla vita politica e sociale soltanto in maniera indiretta. Maggiore responsabilità dei singoli e, insieme, accrescimento delle relazioni interindividuali: questo è il prodotto che l’attività associativa riesce a creare a livello politico, sebbene con tutte le resistenze che il modello tradizionale oppone ancora oggi.

Non soltanto, quindi, una maggiore diffusione della cultura, e una rete sociale più fittamente intessuta, ma anche una nuova proposta politica, che vuol recuperare la dimensione della collettività, riassegnandole l’autorità e l’importanza che merita.

Un processo tutto in itinere, ancora in fase di evoluzione e sviluppo, che però non può essere ignorato, né sottovalutato, ma che, invece, vale la pena osservare ed incoraggiare per stare al passo con i tempi e per render ragione delle esigenze che partono dal basso e che si affermano, ogni giorno, in modo autonomo e sempre più consapevole.

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