È stato dimostrato ormai da alcuni anni che un’alimentazione sana rappresenta una condizione imprescindibile per vivere in buona salute e a lungo. Più in particolare, è stato il nutrizionista genovese Lorenzo Piroddi, nel 1939, ad intuire la relazione tra alimentazione e salute o, meglio, tra cattiva alimentazione e insorgenza di alcune malattie come diabete, obesità, ipertensione, dislipidemie. A partire da questo illuminante studio, ulteriori ricerche ed indagini, attuate a livello internazionale, hanno diretto verso un vero e proprio modello alimentare, quello della dieta mediterranea appunto, approntato a Pioppi, piccolo paesino di pescatori nel Cilento, da Ancel Keys. Su questa scia, nel 2010 la dieta mediterranea è stata riconosciuta come patrimonio immateriale dell’Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura).
Da allora è stato chiaro che dieta non vuol necessariamente indicare un’azione dimagrante, rivendicando piuttosto l’origine greca della parola stessa, il cui significato è ‘stile di vita’, ‘regola di vita’, ossia un’alimentazione sana e adeguata allo stile di vita che favorisce la cura della persona e la sua longevità.
La dieta mediterranea è un modello nutrizionale che si rifà, più in particolare, alle tradizioni alimentari italiane, greche, spagnole, marocchine e del sud della Francia: sintesi di diverse culture, questa dieta è stata rappresentata graficamente con una piramide alimentare utile ad una consultazione veloce e facilmente fruibile delle principali regole da seguire. Tra queste, più esplicitamente, si indicano:
-un elevato consumo di olio di oliva;
-un elevato consumo di legumi;
-un elevato consumo di cereali, prevalentemente di tipo integrale;
-un elevato consumo di frutta, prediligendo i prodotti stagionali e locali;
-un elevato consumo di vegetali, preferendo i prodotti stagionali e locali;
-un moderato consumo di vino;
-un moderato consumo di derivati del latte;
-un frequente ma moderato consumo di pesce e pollame;
-un basso consumo di carne e derivati.
A questi 9 punti, però, bisogna aggiungere alcuni consigli comportamentali: stare in salute richiede, infatti, non solo un’alimentazione sana, ma anche una costante attività fisica e, più nello specifico, lunghe camminate. Infine, the last but non the least, i pasti dovrebbero essere consumati a tavola ed in compagnia perché ad essere importante non è soltanto il sostentamento in sé, ma anche e soprattutto come questo avviene. Bisogna, insomma, ritagliarsi delle pause tali da poter mangiare in modo piacevole e rilassato.

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