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Ci sono ragioni profonde, esperienze di vita cruciali, che legano indissolubilmente l’individuo alla musica. Alcune biografie, più di altre, dimostrano quanto sia riduttivo pensare alla musica come mero intrattenimento, incarnando piuttosto la cosiddetta ‘via di salvezza’, un grande conforto, l’espressione del sé più diretta, immediata e completa.
La musica arricchisce. La musica riesce a smuovere le corde più intime della propria personalità, insegna a relazionarsi con gli altri e, spesso, offre opportunità di riscatto, soddisfazione e realizzazione.
La musica è sempre appagante, per quello che è, per il suo strano potere emozionale. Supportata dallo studio, da educazione musicale, diventa uno strumento efficace di crescita e di auto-coscienza.
Il caso di Esa Abrate, ‘baby direttore d’orchestra’, per la giovane età in cui è riuscito a raggiungere livelli altamente professionali, è uno degli esempi più evidenti di questo potere. Esa è un ragazzo di origini africane, che oggi frequenta il liceo Cavour di Torino. La sua è una storia particolare, difficile e toccante, ma il cui percorso merita di essere raccontato per il suo esito. Rimasto orfano di madre alla tenera età di 3 anni, la sua prima infanzia è proseguita nell’assenza del padre, che non si è curato di lui, fino all’età di 7 anni quando gli assistenti sociali lo hanno condotto prima in un istituto, e poi in una casa-famiglia, dove i suoi genitori adottivi lo hanno conosciuto e portato con sé. In questi anni cruciali, il contatto così precoce con la musica è stato il suo porto sicuro, divenendo, progressivamente, la fonte della sua grande passione; passione che ha nutrito cominciando a studiare musica, e che non ha mai più abbandonato. Flauto traverso, percussioni, chitarra, sono gli strumenti con cui si è più intrattenuto, fino a che si è realizzato l’incontro decisivo con l’orchestra giovanile torinese “Pequenas huellas”di Sabina Colonna-Preti, un progetto sociale, pedagogico e formativo, la cui missione è quella di provare a garantire il diritto a un’infanzia felice. È con questa orchestra che Esa, come dice in un’intervista a La Stampa, “ha trovato la sua direzione”. Ed è con quest’orchestra, mix di 4 orchestre giovanili e dei loro cori (due di Catania, una di Palermo e una di Torino) che è divenuto già a 17 anni direttore d’orchestra. Apice di questa importante esperienza, la medaglia e l’attestato di ‘Alfiere della Repubblica’ consegnatogli dal Capo dello Stato Sergio Mattarella, come riconoscimento di un’attività che non è soltanto individuale, ma collettiva e comunitaria e che dà ragione di ogni grande potenzialità della musica, semplicemente praticandola.
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